

13. Le origini politiche della guerra.

Da: P. Renouvin, Il secolo diciannovesimo. L'Europa al vertice
della potenza. 1871-1914, Vallecchi, Firenze, 1961.

Le trasformazioni economiche hanno certamente inciso sulle
relazioni tra gli stati, ma lo scoppio della guerra  stato
unicamente il risultato inevitabile di quest'urto fra gli
interessi materiali?. Secondo lo storico francese Pierre Renouvin
le rivalit economiche tra gli stati, gi manifestatesi alla fine
dell'Ottocento, non sono le prime responsabili del conflitto
mondiale; a questo si  giunti solo nel momento in cui si sono
violentemente urtati i disegni politici: la preoccupazione di
salvaguardare la sicurezza o il desiderio di potenza.


Le rivalit tra gli imperialismi coloniali hanno spesso raggiunto
il punto critico in cui gli avversari sembra abbiano detto la loro
ultima parola; e tuttavia i conflitti non sono andati oltre lo
stadio delle minacce: la questione dell'Afghanistan  stata
regolata nel 1885 da un compromesso anglo-russo; il governo
inglese, malgrado l'importanza dei mercati d'Estremo Oriente per
l'economia britannica, ha abbandonato alla Russia, nel 1898, Port
Arthur; e il governo francese, per quanto desideroso fosse di
riaprire la questione d'Egitto,  indietreggiato, al momento di
Fascioda, dinanzi alla prospettiva di un conflitto armato. In
fondo i governi e i popoli si sono resi conto che questi urti per
interessi materiali non valevano una guerra, e tantomeno una
grande guerra e neppure una guerra. .
Anche la concorrenza fra le economie nazionali non sembra abbia
avuto un'influenza decisiva. Nella tensione tra la Francia e la
Germania e nelle difficolt russo-tedesche, gli interessi
economici hanno avuto senza dubbio una parte, ma una parte
secondaria, per quel che  consentito di concludere allo stato
attuale delle ricerche. E nel caso tipo - la rivalit
commerciale anglo-tedesca - che cosa vediamo? Gli ambienti
d'affari inglesi, anche quelli che sono pi direttamente toccati
dalla concorrenza tedesca, pensano forse di eliminare questa
concorrenza con le armi? Nessun indizio permette di ritenerlo; e
le condizioni di spirito dei finanzieri della City, avversi, nel
luglio 1914, alla politica d'intervento armato sul continente,
impongono una risposta negativa. I grandi industriali tedeschi
avevano interesse, per evitare pericoli possibili, ma futuri, a
far guerra alla Russia, il loro migliore fornitore europeo, e
all'Inghilterra, il loro miglior cliente? Avevano forse bisogno di
aprirsi con la forza delle armi nuovi mercati esteri, quando la
prosperit delle loro imprese nel 1914 non correva affatto un
pericolo immediato, e si presentava loro la prospettiva di
ampliare i loro mercati in Asia Minore e in Africa attraverso
accordi con la Gran Bretagna? Bisogna senz'altro constatare che ne
mancano le prove. .
Certo la competizione fra gli interessi materiali ha contribuito a
formare la coscienza collettiva, ad appesantire l'atmosfera di
reciproca diffidenza e a rafforzare il desiderio di potenza;
essa ha dunque aumentato i rischi di guerra generale, ma non
sembra esserne stata la causa diretta.
Le forze spirituali e sentimentali hanno avuto un'influenza assai
differente. .
Il sentimento religioso, sebbene non debba essere trascurato anche
in quest'epoca in cui il razionalismo ha compiuto tanti progressi,
ha avuto certo una parte secondaria nelle relazioni
internazionali. [...] .
L'influenza delle ideologie politiche, delle concezioni
riguardanti la forma del governo o delle societ  stata pi
importante? .
L'antinomia fondamentale fra i regimi politici, il profondo
disprezzo dello zar per le istituzioni repubblicane,
l'indignazione talora manifestata dalla maggioranza parlamentare
francese per i metodi dell'autocrazia russa, non hanno impedito
l'alleanza franco-russa, mantenuta quasi senza periodi di crisi
per pi di vent'anni. E la Seconda Internazionale, malgrado il
rapido sviluppo dei partiti socialisti, non  riuscita a diventare
una forza capace di esercitare un'azione efficace sulle relazioni
politiche fra gli stati. .
Ma l'affermazione del sentimento nazionale  uno dei caratteri
essenziali dell'epoca. Proteste delle minoranze nazionali
sottoposte alla dominazione straniera da un lato, e sviluppo,
dall'altro, dei movimenti nazionalistici che non si limitano a
invocare gli interessi della sicurezza dello stato e ad appellarsi
a tradizioni o a principi permanenti, spesso contestabili e
illusori, ma si esprimono in desiderio di prestigio e in volont
di potenza. I movimenti nazionali sconvolgono la penisola
balcanica, mettono in pericolo l'esistenza dell'Austria-Ungheria,
preoccupano la Russia e la Gran Bretagna. Il nazionalismo si
afferma nella maggior parte dei grandi stati europei, nel tempo
stesso in cui sta alla base della nuova potenza giapponese; il
sentimento nazionale finisce con il risvegliarsi perfino in Cina,
quando la pressione europea vi diviene troppo pesante. .
In diversi casi questa forza si serve degli interessi economici o
finanziari, che divengono strumenti dell'azione politica invece di
costituirne il movente: la politica doganale, la politica
d'investimenti di capitali sono spesso mezzi d'azione usati dagli
stati per soddisfare il loro desiderio di potenza. .
La spiegazione storica non pu essere pi semplice di quanto non
sia il comportamento dei gruppi umani. Quando essa isola uno degli
aspetti di questo comportamento, essa lo snatura perch, fra le
sollecitazioni degli interessi materiali e l'impulso dei
nazionalismi, esiste una reciproca influenza. Nel 1914 l'andamento
delle relazioni fra gli stati e i popoli sarebbe certo stato assai
diverso se la vita economica del mondo non avesse subto, durante
il mezzo secolo precedente, profonde trasformazioni. Ma la guerra
europea  stata il risultato inevitabile di quest'urto fra gli
interessi materiali? In effetti il conflitto non  sopraggiunto
che nel momento in cui si sono violentemente urtati i disegni
politici: la preoccupazione di salvaguardare la sicurezza o il
desiderio di potenza. Certo gli interessi economici potevano aver
posto in questi stessi disegni: i governi e i popoli non
ignoravano i vantaggi materiali che un successo avrebbe procurato
loro. Ma non  stato questo calcolo a determinare la loro
rassegnazione o la loro scelta. L'impulso decisivo  venuto dai
sentimenti e dalle passioni nazionali.
